Lidia Poët: L’Audace Avvocatessa che Sfida la Legge e i Cuori Italiani
Torino, 1883. Un’epoca in cui le porte delle aule di tribunale erano inesorabilmente chiuse al genere femminile, ma dove una donna, con la forza delle sue idee e l’acume della sua intelligenza, era pronta a spalancarle con un pugno. Questa è la premessa avvincente de La legge di Lidia Poët, la serie targata Netflix che ci trasporta nelle vite e nelle battaglie di una figura realmente esistita, la prima avvocatessa d’Italia. Distribuita a partire dal 15 febbraio 2023, la produzione, giunta ormai alla sua terza stagione e con un totale di sei episodi distribuiti su tre stagioni, si conferma come un appuntamento imperdibile per gli amanti del crime drama con un tocco storico e una protagonista capace di conquistare schermi e cuori.
La Legge Non Era Dalla Sua Parte, Ma il Pubblico Sì
Una Trama che Ricorda la Dama Misteriosa, ma con un’Anima Italiana
L’accostamento a “La Signora in Giallo” è quasi immediato, come sottolineato dalla critica, e non a torto. Lidia Poët, interpretata con vibrante energia da Matilda De Angelis, incarna quel tipo di eroina che, pur immersa in un contesto storico rigoroso, possiede un’innata capacità di risolvere enigmi e disfare trame intricate. La serie, tuttavia, non si limita a riproporre una formula vincente, ma la cala con maestria nel tessuto sociale e culturale dell’Italia post-unitaria.
La trama segue le vicende di Lidia, che, esclusa dall’esercizio della professione forense a causa del suo genere, si ritrova a lavorare nell’ombra dello studio del fratello avvocato Enrico. Una posizione apparentemente subordinata che nasconde, però, un potenziale rivoluzionario. Sfruttando un segreto familiare, Lidia inizia a essere coinvolta attivamente nelle indagini, dimostrando un talento investigativo che supera di gran lunga quello di molti colleghi uomini.
Amori, Segreti e la Lotta per l’Indipendenza
La dimensione personale di Lidia Poët è altrettanto centrale quanto le sue imprese legali. La serie intreccia abilmente la sua lotta per affermarsi in un mondo dominato dagli uomini con un complesso triangolo amoroso. Da un lato, il cognato Jacopo, giornalista con idee progressiste e anti-monarchiche, dall’altro il procuratore Pierluigi Forneau, un uomo affascinato dai metodi anticonvenzionali e dalla determinazione di Lidia, nonostante le sue condizioni di salute precarie. Questo intreccio aggiunge profondità emotiva alla narrazione, trasformando la serie in un ritratto sfaccettato di una donna che cerca di navigare le complessità del suo tempo, sia a livello professionale che sentimentale.
Un Cast che Fa la Differenza, Tra Volti Noti e Nuove Promesse
Matilda De Angelis: La Nostra Jessica Fletcher all’Italiana
Il cuore pulsante de La legge di Lidia Poët è indubbiamente Matilda De Angelis. L’attrice romana ha saputo dare corpo e anima a Lidia, trasformandola in un personaggio sfaccettato, intelligente, determinata ma anche vulnerabile. La sua interpretazione è un connubio perfetto di carisma e naturalezza, che la rende immediatamente simpatica al pubblico, un po’ come lo era l’indimenticabile Angela Lansbury nei panni di Jessica Fletcher. De Angelis non si limita a recitare, ma vive il personaggio, trasmettendo con efficacia le sue frustrazioni, le sue gioie e la sua incrollabile sete di giustizia.
Un Coro di Talenti al Servizio della Storia
Il successo della serie non si limita alla sua protagonista. Il cast di supporto è altrettanto eccellente. Eduardo Scarpetta, nei panni di Jacopo, offre una performance carismatica e sfumata, mentre Pier Luigi Pasini interpreta il procuratore Forneau con una gravità e una sensibilità che rendono il suo personaggio memorabile. Anche Sara Lazzaro, nel ruolo di Teresa Barberis, e Dario Aita, che interpreta Enrico Poët, contribuiscono a creare un affresco corale di personaggi credibili e ben delineati, ognuno con le proprie motivazioni e i propri segreti. Il cast di giovani attori, tra cui Nicolo Pasetti e Mia McGovern Zaini, aggiunge un ulteriore strato di freschezza alla narrazione.
Dettagli Tecnici che Elevano la Visione
La Regia di Rovere e la Fotografia di Radovic: Un Viaggio Visivo
La regia di Matteo Rovere è uno dei punti di forza indiscussi della serie. Rovere riesce a infondere un ritmo serrato e una tensione costante alle vicende, pur senza trascurare gli aspetti più intimistici e psicologici dei personaggi. La fotografia di Vladan Radovic è un altro elemento di spicco, capace di catturare la bellezza malinconica di Torino, utilizzata come set ideale, e di rendere ogni inquadratura un piccolo capolavoro visivo. Le luci, le ombre, i costumi d’epoca curatissimi, tutto contribuisce a creare un’atmosfera avvolgente e immersiva che trasporta lo spettatore indietro nel tempo.
Un Approccio Rivoluzionario alla Narrazione Storica
È importante sottolineare che La legge di Lidia Poët non ambisce a essere un documentario storico fedele. Gli autori, Guido Iuculano e Davide Orsini, hanno scelto di prendere spunto dalla vita di Lidia Poët per costruire una narrazione avvincente e moderna, arricchita da elementi di finzione che servono a esaltare la figura della protagonista e le tematiche trattate. Chi cerca una ricostruzione pedissequa degli eventi storici potrebbe rimanere deluso, ma chi desidera una serie intelligente, ben scritta e interpretata, con una forte messaggio di emancipazione, troverà pane per i propri denti.
Valutazione Globale
La legge di Lidia Poët è una serie che brilla per intelligenza, stile e interpretazioni di alto livello. Pur con qualche inevitabile licenza poetica, riesce a raccontare la storia di una donna straordinaria che ha combattuto contro i pregiudizi del suo tempo, lasciando un’eredità preziosa. La serie è un inno all’indipendenza femminile, alla forza delle idee e alla perseveranza, il tutto confezionato in un prodotto visivamente appagante e narrativamente coinvolgente.
Con una critica che le ha attribuito un solido 7.5 su IMDb e un apprezzamento crescente, e le recenti nomination ai Critics Choice Awards 2025 per la sua seconda stagione, La legge di Lidia Poët si conferma come uno dei gioielli della produzione seriale italiana. L’attesa per la terza stagione, che promette un caso ancora più complesso per la protagonista, è alta, e le premesse sono ottime per un finale di serie all’altezza delle aspettative.
Voto: 4/5 stelle. Una serie che consigliamo caldamente a chi cerca storie che uniscono intrattenimento, cultura e un pizzico di sana ribellione.

