Recensione di “Tre ciotole” (2025)
Titolo: Tre ciotole (2025)
Tratto dal libro di: Michela Murgia
Regia: Isabel Coixet
Cast principale: Alba Rohrwacher, Elio Germano
Genere: Drammatico, Relazionale, Adattamento Letterario 🇮🇹
Un Dramma Intimo Firmato Michela Murgia e Coixet 📖
“Tre ciotole” è l’attesissimo adattamento cinematografico dell’omonimo libro di Michela Murgia, diretto dalla regista spagnola Isabel Coixet e interpretato da due dei volti più intensi del cinema italiano, Alba Rohrwacher e Elio Germano.
La locandina è di una delicatezza e intimità disarmanti: i due attori sono ritratti in un primo piano ravvicinato, con i volti accostati in un momento di quiete e profonda riflessione. Lo sguardo di Alba Rohrwacher, rivolto fuori campo, è sognante e malinconico, mentre Elio Germano le appoggia la testa, suggerendo un forte, ma forse complesso, legame emotivo. I colori caldi e la luce diffusa accentuano il tono drammatico e introspettivo del film.
Trama: Storie di Vita, Perdita e Ricostruzione 💔
Fedele alla struttura frammentata del libro di Murgia, il film si concentra probabilmente su una serie di storie umane e indipendenti legate tra loro dal tema universale della crisi e del cambiamento. Il titolo, “Tre ciotole,” è una metafora delle tre porzioni di una vita: quella che è stata, quella che si vive e quella che è destinata ad arrivare.
Ci si aspetta un film che:
- Esplori con sensibilità le difficoltà della vita contemporanea e le relazioni.
- Offra dialoghi intensi e performance attoriali di altissimo livello, data la presenza di Germano e Rohrwacher.
- Sia un’opera commovente e riflessiva, in grado di onorare la prosa emotiva e incisiva dell’autrice.
L’inclusione al TIFF (Toronto International Film Festival, citato nell’angolo in alto) e l’arrivo nelle sale italiane dal 9 ottobre ne confermano l’importanza nel panorama cinematografico d’autore.
Vale la Pena Vederlo? ✅
Assolutamente sì. Se ami il cinema d’autore emotivamente intenso, gli adattamenti letterari profondi e le storie che analizzano la fragilità e la forza dell’essere umano, “Tre ciotole” è imperdibile.

