“Finale: Allegro”: A Ottant’anni, un Nuovo Inizio Tra Note di Piano e Passioni Ritrovate
Emanuela Piovano ci regala con “Finale: Allegro” un’opera che osa sfidare le convenzioni, una commedia drammatica che si tinge di tinte intime e riflessive, pronta a sbocciare nelle sale cinematografiche il 9 aprile 2026. Questo film, una co-produzione italo-francese che promette di lasciare il segno, si addentra nell’universo di una donna la cui vita, apparentemente giunta al termine, si rivela invece un fertile terreno per inaspettati risvegli. La pellicola, che attinge al toccante romanzo “L’età Ridicola” di Margherita Giacobino, edito da Mondadori, trasporta lo spettatore tra le vibranti atmosfere di Torino, città che fa da sfondo a un racconto di resilienza e di rinascita interiore.
La Partitura di una Vita: Karina tra Malinconia e Melodia
Il cuore pulsante di “Finale: Allegro” è Karina, interpretata magistralmente da una Barbara Bouchet nel pieno della sua maturità artistica. Ottant’anni, un bagaglio di esperienze che oscillano tra trionfi e dolori, amori tormentati e una solitudine scelta, o forse subita. Karina vive il suo presente con il pianoforte come unico compagno sonoro e il gatto Veleno a vegliare sui suoi pensieri, apparentemente serena nella sua prefissata conclusione. Ma il destino, si sa, ama giocare con le melodie più silenziose. Il passato, sotto forma di una giovane e dinamica collaboratrice domestica (un ruolo affidato a Nutsa Khubulava nel panni di Suliko), irrompe nella sua routine, destabilizzandone l’equilibrio precario.
E poi c’è Elena, interpretata da Anna Bonasso. L’amore impossibile, un sentimento che sembrava sopito, riemerge con prepotenza, chiedendo spazio e considerazione. La Piovano non indugia sul melodramma, ma tesse una tela delicata di interazioni, di imprevisti che si svelano come colpi di scena e di quei piccoli tradimenti, più emotivi che concreti, che rendono un personaggio umano e vulnerabile. In questo crogiolo di emozioni, Karina scopre una verità potente: anche quando si crede di essere arrivati al capolinea, il tempo può ancora suonare nuove sinfonie, regalandoci l’opportunità di un nuovo inizio.
Un Ensemble di Talenti: Voci Melodiose nel Cast
Il film è arricchito da un cast che promette di dare vita a personaggi sfaccettati e memorabili. Oltre a Barbara Bouchet, Luigi Diberti interpreta Max, un ruolo che si presume possa rappresentare una sorta di ancora o di punto di riferimento per Karina. La presenza di Nutsa Khubulava come Suliko, la giovane collaboratrice, suggerisce un dinamismo generazionale e un possibile scontro/incontro di prospettive. Luca Chikovani nel ruolo di David e Diego Casalis nei panni di Marco contribuiscono a creare un tessuto di relazioni che si snoda attorno alla protagonista.
Un elemento di particolare interesse è la presenza di Frida Bollani Magoni e Raffaella Portolese in ruoli pianistici. La loro partecipazione non è meramente tecnica, ma suggerisce una profonda connessione con l’anima musicale del film, un legame che potrebbe tradursi in sequenze di grande impatto emotivo. Gilles Tonnelé veste i panni di un direttore di museo, Gabriele Bocchio di un tassista, Giulia Sarah Gibbon di una motociclista, Hector Javer Cornelio De La Rosa di un insegnante di salsa e Sebastiano Risso di un dj. Ogni figura, apparentemente secondaria, porta con sé il potenziale per aggiungere colore e sfumature alla narrazione, contribuendo a rendere il mondo di Karina più vivido e complesso.
L’Arte della Regia e la Cura dei Dettagli Tecnici
Emanuela Piovano, alla regia e alla sceneggiatura, dimostra una sensibilità notevole nel trattare tematiche delicate come l’invecchiamento, la solitudine, la riscoperta dell’amore e la possibilità di un nuovo inizio a qualsiasi età. La sua regia, pur mantenendo un ritmo commediale, non disdegna momenti di profonda introspezione, guidando lo spettatore attraverso le sfumature emotive dei suoi personaggi.
Dal punto di vista tecnico, la fotografia di Luciano Federici promette di catturare le atmosfere torinesi con un occhio attento alla resa emotiva delle scene, sia nei momenti più intimi che in quelli più corali. Il montaggio di Roberto Perpignani avrà il compito di orchestrare i tempi narrativi, creando un flusso coerente che valorizzi sia l’andamento della trama che l’intensità dei singoli momenti. Le musiche, affidate a Gian Maria Testa, sono destinate a giocare un ruolo cruciale. Data la centralità del pianoforte nella vita di Karina, ci si aspetta una colonna sonora che sappia evocare emozioni profonde, accompagnando lo spettatore nel viaggio interiore della protagonista.
La produzione, curata da Kitchenfilm e Making Movie & Events in collaborazione con Rai Cinema e co-prodotta da Testukine e Nocturnes Productions, suggerisce un impegno significativo nella realizzazione del film, puntando a un’alta qualità artistica e tecnica.
Valutazione Globale
“Finale: Allegro” si profila come un film che va oltre la semplice narrazione, proponendo una riflessione profonda sull’esistenza e sulla capacità dell’animo umano di reinventarsi. La scelta di mettere al centro una donna di ottant’anni e di esplorare le sfaccettature dell’amore e della rinascita a quest’età è coraggiosa e necessaria. Barbara Bouchet sembra incarnare perfettamente la complessità del personaggio, e il cast di supporto promette di contribuire in modo significativo alla riuscita dell’opera.
Voto del pubblico: 3.1/5 (basato su 34 voti preliminari)
Nonostante il voto del pubblico sia ancora in fase embrionale, il punteggio indica un apprezzamento iniziale che lascia ben sperare. “Finale: Allegro” non è un film da liquidare come una semplice commedia, ma un invito a considerare la vita come un brano musicale in continua evoluzione, dove anche un “finale allegro” può celare la promessa di nuove, inattese partiture. La Piovano sembra aver composto un’opera che, pur affrontando la malinconia dell’età che avanza, celebra la vitalità inesauribile dello spirito umano. Un film da non perdere per chi cerca storie che nutrono l’anima e che ricordano come ogni età possa essere, a suo modo, un’età ridicola e meravigliosa.

