Manjaro Linux al bivio: il team dichiara lo sciopero e minaccia il fork “Manjaro 2.0”

Manjaro Linux in crisi il team di sviluppo minaccia il fork
Manjaro Linux in crisi il team di sviluppo minaccia il fork

🌐 Manjaro Linux al bivio: il team dichiara lo sciopero e minaccia il fork “Manjaro 2.0”

Il mondo delle distribuzioni basate su Arch Linux sta vivendo ore di profonda incertezza. Il progetto Manjaro Linux, uno dei più popolari e apprezzati per la sua capacità di rendere Arch accessibile al grande pubblico, è precipitato in una crisi istituzionale senza precedenti. Il 18 marzo 2026, una parte significativa del team di sviluppo ha ufficialmente dichiarato uno sciopero generale, pubblicando il “Manjaro 2.0 Manifesto”. Il documento, firmato da storici collaboratori e sviluppatori (tra cui spicca il nome di “Aragorn”), denuncia una gestione fallimentare da parte della leadership attuale e minaccia la creazione di un fork indipendente se le richieste di cambiamento non verranno accolte immediatamente.

La frattura nasce da una distanza ormai incolmabile tra la visione della comunità dei volontari e gli obiettivi di Manjaro GmbH & Co. KG, la società commerciale che detiene i diritti del marchio e delle infrastrutture. I firmatari del manifesto accusano la leadership di aver trasformato Manjaro in un “progetto personale” centralizzato, gestito senza trasparenza finanziaria e con una cronica incapacità di risolvere errori tecnici ricorrenti, come la celebre e ripetuta mancata gestione dei certificati TLS, che in passato ha più volte bloccato l’accesso ai repository e al forum ufficiale.

⚖️ Le ragioni della protesta: fondi esauriti e crisi di fiducia

Il manifesto delinea una situazione finanziaria drammatica: secondo i ribelli, i fondi raccolti dalla società non verrebbero reinvestiti nel progetto, al punto che l’unico sviluppatore a tempo pieno di Manjaro avrebbe perso la sua fonte di reddito. La denuncia si sposta poi sulla governance: il team accusa i vertici di rifiutare la condivisione degli accessi alle infrastrutture critiche (GitHub, GitLab, forum e domini), rendendo impossibile per i volontari intervenire sui problemi tecnici persistenti. Questa “asfissia strutturale” avrebbe portato a una perdita costante di contributori e di fiducia da parte degli utenti negli ultimi anni.

Le richieste del team sono radicali:

  • Separazione netta tra il progetto Manjaro e la società Manjaro GmbH.

  • Trasformazione in una associazione non-profit (e.V. secondo il modello tedesco), dove la proprietà e la gestione del progetto siano condivise equamente tra tutti i membri attivi del team.

  • Trasferimento degli asset (codice, forum e infrastrutture) alla nuova entità no-profit per garantirne la sopravvivenza a lungo termine.

🛡️ Il piano d’azione: dallo sciopero al fork definitivo

Lo sciopero è già in atto e ha portato alla sospensione di tutte le attività comunitarie non essenziali. Il team ha stabilito un cronoprogramma preciso per la gestione della crisi. Dopo la pubblicazione interna del manifesto e la successiva diffusione pubblica, i fautori della rivolta hanno concesso un breve lasso di tempo alla leadership per rispondere alle richieste. In caso di mancato accordo o di ulteriore silenzio dai vertici, il passaggio successivo sarà il fork definitivo: la creazione di una nuova distribuzione che erediterà la base tecnica di Manjaro ma sotto un nuovo nome e una gestione interamente comunitaria.

Per gli utenti finali, la situazione rimane di attesa, ma il rischio di una frammentazione della comunità è concreto. Molti appassionati stanno già valutando alternative come EndeavourOS o il passaggio ad Arch puro, temendo che l’attuale instabilità possa compromettere la regolarità degli aggiornamenti di sistema. Se il dialogo tra le due anime di Manjaro dovesse fallire, potremmo assistere alla nascita di “Manjaro 2.0”, un progetto che mira a restituire alla distribuzione quella credibilità tecnica e quella trasparenza che i suoi stessi sviluppatori ritengono oggi perdute.

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