Calcio e Pirateria: l’Impatto e l’Efficacia di Piracy Shield nel 2025

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Piracy Shield: una panoramica sulla lotta alla pirateria

Con l’inizio del campionato di calcio 2025, la battaglia contro lo streaming illegale si intensifica. Le leghe di Serie A, B e C, insieme ad AGCOM, utilizzano da due anni la piattaforma Piracy Shield per contrastare la pirateria. Tuttavia, un recente studio dell’University of Twente, intitolato “90th Minute: A First Look to Collateral Damages and Efficacy of the Italian Piracy Shield”, solleva dubbi sull’efficacia di questo strumento e sui suoi danni collaterali. Pubblicato in occasione della XXI International Conference on Network and Service Management 2025, il report analizza le risorse bloccate, evidenziando problemi significativi.

I problemi dei blocchi IP a maglia larga

Uno dei principali limiti di Piracy Shield è l’uso di blocchi IP a maglia larga, che mirano a oscurare siti di streaming illegale ma finiscono per colpire anche servizi legittimi. Un esempio eclatante risale a ottobre 2024, quando gli utenti di Google Drive non hanno potuto accedere ai propri file a causa di un blocco. Lo stesso problema si verifica con i blocchi DNS, che spesso coinvolgono risorse non correlate.

Secondo lo studio, tra il 2 febbraio 2024 e il 4 giugno 2025, Piracy Shield ha emesso 3.782 richieste di blocco, concentrate soprattutto nei fine settimana, in corrispondenza delle partite di calcio. Le risorse bloccate si trovano principalmente nei Paesi Bassi (37,9%), in Germania (9,0%) e in Romania (8,2%), con il 2,5% localizzato in Italia e il 76,8% in Europa.

Un dato preoccupante è che il 24% dei 10.918 IP bloccati erano affittati, creando potenziali problemi per futuri noleggiatori. Inoltre, 508 siti web legittimi sono stati colpiti dal blocco di 131 indirizzi IP, causando disagi a servizi non legati allo streaming.

L’efficacia di Piracy Shield: un quadro critico

Lo studio mette in discussione l’efficacia di Piracy Shield nel contrastare lo streaming illegale. Gli autori sottolineano che gli operatori pirata riescono spesso a eludere i blocchi, rendendo la piattaforma meno efficace del previsto. Riportiamo un estratto tradotto:

“Mettiamo in discussione l’efficacia di Piracy Shield nel frenare i flussi illegali, poiché gli operatori possono aggirare i blocchi. I nostri dati evidenziano centinaia di siti legittimi colpiti, spazi di indirizzi in affitto resi inutilizzabili e rischi per l’infrastruttura nazionale.”

Approcci alternativi alla lotta alla pirateria

Paesi come Spagna e Francia hanno adottato approcci simili a quello italiano, ma il Regno Unito si distingue con la campagna BeStream Wise, che punta sulla sensibilizzazione e sulla cultura della legalità per ridurre i comportamenti illeciti. Gli autori dello studio invitano le autorità italiane a riconsiderare i meccanismi di Piracy Shield, suggerendo soluzioni più trasparenti e sostenibili per combattere la pirateria senza danneggiare servizi legittimi.

L’evoluzione di Piracy Shield

Recentemente, il regolamento sul diritto d’autore è stato aggiornato per estendere l’uso di Piracy Shield alla protezione di film, serie TV e musica, ampliando il suo raggio d’azione. Tuttavia, i problemi legati ai danni collaterali e alla reale efficacia richiedono un’analisi approfondita per garantire un equilibrio tra tutela dei contenuti e protezione degli utenti.

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